LA STORIA
LA CONGREGAZIONE
La nascita di IDI affonda le proprie radici in tempi lontani: si pensi che le prime notizie sulla produzione dei prodotti dermatologici risalgono al 1870 quando Padre Sala cominciò a curare i tignosi delle campagne romane.
Per capire come è potuta nascere e svilupparsi IDI Farmaceutici, occorre conoscere a priori alcuni elementi della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione fondata da Padre Monti nel Pio Istituto di S. Spirito nel 1857 e consacrata alla Madonna dell’Immacolata che proprio in quello stesso anno apparve a Lourdes.
A questa Congregazione appartengono i religiosi fondatori dell’azienda che si prodigavano inizialmente per la cura degli infermi e per l’educazione della gioventù orfana ed abbandonata.
Verso la fine del XIX secolo susseguirono alcuni eventi significativi per lo sviluppo dell’azienda. Innanzitutto nel 1889 i rappresentanti della Congregazione furono allontanati per motivi politici dal Pio istituto S.Spirito, dove prestavano la loro opera e si diressero in varie località laziali, Roma compresa.
Successivamente Padre Monti decise di aprire le porte della Congregazione anche ai bambini orfani ed abbandonati, fondando così l’Istituto di Saronno nel quale morì il I ottobre del 1900.
Più tardi la Congregazione venne in possesso di un terreno e di una casa alla periferia di Roma detta la Vigna di S.Giuseppe, a ridosso di S. Pietro. In questo luogo ebbe inizio l’IDI, detto allora “Sanatorio”, dove si cominciò la preparazione dei prodotti per la cura delle malattie della pelle.
PADRE LUDOVICO SALA: MEDICO E FORMULATORE
Il promotore dell’opera fu Padre Antonio Ludovico Sala, che oltre a formulare e preparare i prodotti, visitava e curava i pazienti che a lui si presentavano. Padre Sala, nativo di Aicuzio (MI), entrò in Congregazione il 4 marzo 1879 a 22 anni ed in breve tempo imparò a curare gli infermi lavorando qualche anno nell’ospedale di S. Spirito di Sassia, a quel tempo clinica universitaria. Nel 1881 conseguì, presso l’Università di Roma, il diploma di chirurgo-dentista superando gli esami di anatomia, di medicina operatoria e di clinica chirurgica. Come accadde a molti dei suoi confratelli, dopo essere uscito dall’ospedale di S. Spirito ed essersi recato in “Vigna di S. Giuseppe”, cominciò a visitare i malati, a studiare i prodotti e le formulazioni per la cura della malattie dermatologiche mentre in contemporanea si dedicava ai suoi studi teologici che lo consacrarono sacerdote il 30 novembre 1904. Oltre ad impegnarsi nella missione di sacerdote, il suo intento rimase quello di curare i corpi e le anime delle persone che lo avvicinavano.
La sua attività medica fu ufficialmente riconosciuta nell’anno 1912 con un decreto prefettizio che dichiarava valide le cure ed i prodotti di Padre Sala e lo autorizzava ad aprire una casa di salute a Roma, nella contrada Madonna del Riposo, specializzata per la cura delle malattie dermatologiche. I primi pazienti furono i tignosi della campagna romana, ma col tempo le preparazioni di Padre Sala vennero usate anche per altre affezioni dermatologiche e persino dal viennese Prof. Hebra, dermatologo di larga fama.
LA SUA MISSIONE
In quell’epoca non c’era un vero e proprio stabilimento di produzione e portare avanti questo progetto richiedeva sforzi che una persona da sola non sarebbe stata in grado di sostenere. Ciò giustifica la collaborazione del Dottore Oreste Gamba, responsabile sanitario dell’opera, e dei confratelli (chiamati i “frati azzurri”) che lo sostenevano nella preparazione dei prodotti.
Nel 1923 a seguito di un’ingente donazione del Pontefice Pio XI (la somma si aggira intorno a Lire 250.000), si cominciò la costruzione del “Sanatorio dell’Immacolata”, oggi Ospedale IDI regionale specializzato, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, dove avveniva la produzione dei medicinali.
Qui si preparavano tutte famose le pomate di P. Sala e molti prodotti galenici le cui ricette provenivano da più parti e cioè dai diversi luoghi dove i frati operavano, come Saronno e gli ospedali del Lazio.
Padre Sala era un vero uomo di scienza e soprattutto credeva molto nei suoi metodi e nei suoi prodotti. Alla base del suo successo vi è indubbiamente la capacità di curare ogni paziente con medicinali preparati da lui su misura. Il principio sul quale si basava era questo: “Tutto ciò che è acuto tende alla guarigione, ciò che è cronico tende alla stabilizzazione”. Quindi, quando le dermatosi cronicizzate rimangono tali per tanto tempo non si possono curare, quando invece vengono portate ad una fase di acutizzazione con prodotti rivulsivi forti, quasi caustici, possono essere portate a guarigione. Le famose pomate di Padre Sala erano tutte revulsive, desquamanti ed ognuna aveva il suo grado; infatti erano numerate a seconda dello stato di avanzamento della malattia.
L’EREDITÀ
L’opera di padre Sala si è protratta per molti anni fini a quando consegnò la Clinica nella mani di un giovane medico laureatosi nel 1931: Frate Emanuele Stablum che continuò il suo operato dando scientificità sia ai prodotti che ai metodi di cura.
La produzione fu affidata invece a Frate Luigi Dr. Zamperetti, laureatosi in Chimica e Farmacia nel 1935, il quale continuò ad occuparsi dei prodotti per molti anni e successivamente della Farmacia, fino ai giorni nostri. La sua morte risale infatti al 19 agosto 1991.
È attraverso questa differenziazione degli incarichi del Dr. E. Stablum e del Dr. L. Zamperetti che l’attività di produzione delle specialità dermatologiche si distinse da quella assistenziale dell’Ospedale, divenendo così due opere distinte che ancora oggi vivono come “gemelli nel mondo”.
Padre Sala ormai vecchio, dopo aver lasciato la sua importante attività nelle mani di due persone esperte del settore si ammalò, divenne cieco e si spense il I ottobre 1936.
È certamente a lui che va il merito della creazione di IDI IRCCS e di IDI Farmaceutici ed anche dopo la sua morte la sua fama non volle sentire segni di cedimento.
In morte ebbe infatti molti riconoscimenti: a Roma gli venne intestata una via e i giornali parlarono di lui come della scomparsa di un grande uomo. Il giorno 2 ottobre 1936 l’Osservatorio Romano scrisse tra l’altro: “L’uomo che oggi è scomparso tra i vivi, il religioso samaritano che con la sua bontà e bonarietà passò tra il popolo sempre beneficiando e risanando , ci ha lasciato un patrimonio prezioso della sua esperienza. A lui molta gratitudine, a quelli beneficati dalle sue cure vada la gratitudine di quanti sentano amore e compassione per i fratelli che soffrono” ed ancora: “vada a lui anche la gratitudine della Scienza che dal suo patrimonio sperimentale, potrà costruire una solida base per la sua alta affermazione”. Inoltre, alcuni suoi prodotti apparvero pubblicati sulla rivista CRONACHE DELL’IDI del 1942. Questo permise di dare alla sue creazioni una maggiore notorietà ed a garantire una grande e prolungata richiesta.
ORIGINI: IDI FARMACEUTICI
Nel 1948 accade poi un fatto molto significativo: in quell’anno la Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, acquistò le azioni di una società costituitasi nel 1930 ad Arco di Trento con il nome di Società Anonima Sanatori Antitubercolosi (SASA-ARCO) il cui statuto prevedeva che essa potesse impiantare stabilimenti ovunque lo credesse opportuno e prevedeva l’impianto e l’esercizio di sanatori antitubercolosi. Questa Società, nel 1952, acquistò a sua volta le azioni della Società anonima di Roma cioè quella che diventerà IDI FARMACEUTICI e che allora prese un nome davvero esteso: Società Anonima Ospitalieri e Prodotti Dermoterapici dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata.
Inizialmente questa società era una S.p.a. che nel 1955 fu trasformata in una S.a.s. con l’assunzione di uno dei soci, Frate Angelo Passoni, in qualità di socio accomandatario, il cui nome quindi comparirà nella ragione sociale.
Altra data particolarmente importante è il 1952. In quell’anno a Roma la farmacia che si trova all’entrata dell’IDI, allora Sanatorio, venne spostata in una palazzina poco distante dallo stesso ospedale e che risulta essere la sua odierna ubicazione, rinnovata, allargata e abbellita. A quel tempo però era chiamata Farmacia Immacolata di proprietà di una società avente il nome di Società Anonima Ospitaliera e Prodotti Dermoterapici, costituitasi tra alcuni religiosi nel 1933, che aveva per oggetto la fabbricazione di prodotti medicinali (Specialità farmaceutiche e galeniche citate precedentemente), la gestione della farmacia per la vendita al pubblico degli stessi ed istituzione e cura delle malattie della pelle. Quest’ultima non è l’unica trasformazione di ragione sociale che la Ditta ha subito nel corso della sua esistenza: nel 1966 c’è infatti un ulteriore cambiamento ed il suo nome diventa PRODOTTI IDI S.a.s. di T. Gennai.
TRASFERIMENTO SEDE
Tra il 1952 ed il 1967 ci furono diversi cambiamenti riguardanti l’avvicendarsi dei direttori tecnici: al Frate Luigi Dr. Zamperetti successero la Dott.ssa Swaizer e il Dott. Sebastiani, divenuto direttore tecnico durante il trasferimento a Pomezia. La stessa cosa accadde per quanto riguarda gli amministratori responsabili: da P. Pastori a Frate Angelo Passoni, scomparso assai giovane, per poi passare a Frate Alfredo Gennai, che nel 1966 iniziò le trattative volte all’acquisto di uno stabile a Pomezia (con annesso terreno di circa un ettaro) che nel 1967 avrebbe ospitato la produzione.
Precedentemente al trasferimento, nell’anno 1958 fu costruito con la legge del 13 marzo n. 296, il Ministero della Sanità che portò avanti tutte le attribuzioni dell’Alto Commissariato facendo la revisione di tutte le Specialità medicinali. In quel periodo la Ditta continuava la lavorazione dei prodotti: si producevano nuove formulazioni per lo più acquistate da altre Ditte e si registravano come Specialità quelle vecchie che furono poi approvate dal Ministero della Sanità con un decreto particolare per ogni confezione e formula. Conseguentemente quindi, per ottemperare alla nuove disposizioni, seguì un lungo lavoro burocratico.
Oggi si può sostenere che siano proprio l’impegno e la passione le leve che hanno reso IDI Farmaceutici l’azienda che oggi è: un’azienda all’altezza dei tempi ed in linea con i suoi pionieri che, con tanto impegno e cuore, hanno curato un’immensità di malati.